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BI04 - Ciclovia Dolomiti - Venezia
Da Brennero a Venezia
Da un sito Unesco, le Dolomiti, all'altro, Venezia, lungo una via che riempirà il cuore e l'anima di ogni appassionato. Dal silenzio maestoso dei picchi montani fino al mare che tocca la città più visitata al mondo che con le sue calli, i suoi canali e i suoi palazzi saprà meravigliare ad ogni metro.
Il percorso fa parte del più lungo tracciato Monaco-Venezia che nella parte italiana parte dal valico del Brennero. Dalle montagne più belle del mondo, le Dolomiti, alla città più conosciuta al mondo, entrambi patrimonio mondiale dell'umanità. Sono circa 400km che affascinano sia l'appassionato di natura che l'amante della storia e della cultura, un viaggio che ha in sè l'epica dell'avventura e la fatica delle salite più iconiche. Viene anche chiamata la Ciclovia dell’Amicizia.
BRENNERO E VAL PUSTERIA
Si parte in territorio italiano dal passo del Brennero, aperto tutto l’anno, dove inizia la ciclabile dell’Isarco che percorre inizialmente il vecchio tracciato ferroviario e giunge ad uno dei borghi più belli d'Italia, Vipiteno. Nei pressi di Fortezza, si incrocia la Ciclovia del Sole che proviene da San Candido nel cuore delle Dolomiti con cui condivide per circa 60 km il percorso della ciclabile della Val Pusteria: mentre Bicitalia1 prosegue lungo l’Isarco fino a Bressanone e quindi Bolzano, l’itinerario Bicitalia4 risale fino a Dobbiaco, la porta delle Dolomiti. Si transita anche su Plan de Corones dove visitare il museo del famoso scalatore Reinhold Messner.
Da Rio Pusteria una pista ciclabile ben sviluppata ci guida attraverso la Val Pusteria, passando davanti all'ex posto di confine Mühlbacher Klause. Un tempo costituiva un'antica porta tra le province di "Rätien e Norikum". Lungo il fiume Rienza si raggiunge Brunico. Consigliamo una visita al Museo del Folklore di Dietenheim, che documenta la vita rurale in Alto Adige, la cultura e i costumi. Da Brunico si pedala sulla pista ciclabile lungo il fiume Rienza fino a Dobbiaco
LA LUNGA VIA DELLE DOLOMITI
Dal cuore delle Dolomiti, l’itinerario riprende a scendere per circa 50 km sulla ciclabile ricavata da un’ex ferrovia nel Bellunese passando per Cortina d’Ampezzo, "la perla delle Dolomiti", e per la valle del Cadore fino a Calalzo: una ciclabile a portata di tutti con cui si raggiungono note località turistiche devote allo sci nella stagione invernale e sempre più orientate verso il cicloturismo e la mountain bike per destagionalizzare il turismo, come avviene già da tempo in Austria e Svizzera. Sono le montagne più belle del mondo! Dietro nomi come Scilliar, malga dell'Alpe dl Siusi e il Giardino delle Rose (scoprite la leggenda di Re Laurino!), sia l'amante della natura che lo scalatore troverà affascinanti tutti i paesaggi.
Le Tre Cime di Lavaredo incoronano una vista meravigliosa sul massiccio di questa parte delle Alpi. La vista del massiccio del Sorapis a sinistra e della formazione rocciosa delle "Cinque Torri" a destra è sempre in leggera discesa. Andando sempre a sud attraversiamo la valle del Boite fino al bivio Pieve / Calalzo di Cadore e poi ci dirigiamo sulla pista ciclabile di nuova costruzione verso Longarone. Questa cittadina è stata ricostruita in brevissimo tempo dopo essere stata inondata da un'onda di piena nel 1963 dopo una caduta di massi nella diga del Vajont che lasciò sul campo quasi duemila morti.
SUL PIAVE FINO A TREVISO E POI A VENEZIA
Da Longarone lasciamo alle spalle definitivamente le Alpi e pedaliamo attraverso la pianura fino a Treviso. La via, da Conegliano a Treviso, è punteggiata qui e lì dalle ville dell'architetto italiano Andrea Palladio, che soprattutto qui, sotto la potenza navale veneziana, completò i suoi magnifici edifici. Nel tratto finale verso l'Adriatico, il fiume Sile diventa il compagno di viaggio verso la terraferma veneziana, da dove, parcheggiando opportunamente il mezzo a due ruote, possiamo partire per un lungo tour esplorativo della Serenissima con tutti i suoi magnifici edifici.
A farci compagnia qui è il fiume sacro alla patria, il Piave, compagno di un viaggio che si snoda per 220 km dal bellunese alle Prealpi trevigiane fino a Vittorio Veneto e Conegliano. Per strade secondarie e ciclabili arriviamo a Treviso e da qui, percorrendo la “greenway del Sile” o ("Restera" nel tratto cittadino) che si imbocca alle porte della città (in via Alzaia) arriviamo fino a Quarto d’Altino. Quindi prendiamo la direzione per la laguna di Venezia via Mestre, con una diramazione che attraverso Jesolo si ricongiunge alla Serenessima via Punta Sabbioni.
Il viaggiatore che disponga di qualche giorno in più non manchi di fare sosta, anche solo in giornata, a Treviso in particolar modo, città medievale dall'intatto fascino, ma anche a Conegliano e Vittorio Veneto, borghi pedemontani che conservano cucina, storia e tradizioni per i quali vale la pena passare qualche ora a piedi.
La sosta a Venezia è poi d'obbligo, non basta una giornata certamente per girarla a dovere, ma una sosta di un paio di giorni potrà dare già molte suggestioni e la voglia di tornare! Ricordiamoci però che la bici va lasciata fuori dal centro città, nei parcheggi riservati in stazione o a Piazzale Roma, non si può girare la città nemmeno con la bici a mano. TRATTO FADALTO
E' questo il tratto più problematico dell'intera ciclabile, per il traffico sulla via Alemagna (ss51) e per le frane che spesso durante la stagione invernale causano problemi sia agli automobilisti che ai ciclisti che più di una volta si trovano la strada sbarrata. Sono già comunque stati messi in cantiere e a progetto altri due chilometri di ciclabile tra Fadalto e Val Lapisina, per evitare proprio l’Alemagna, e quasi altri due chilometri tra San Pietro di Feletto e Tarzo lungo la provinciale 635.
Le Dolomiti, patrimonio Unesco
Le informazioni sui percorsi sono aggiornate periodicamente dai nostri volontari. Tuttavia la percorribilità è in costante mutamento a causa di modifiche stradali, lavori in corso, nuove realizzazioni o eventi naturali. Consigliamo di verificare sempre lo stato dei percorsi presso gli enti gestori o le amministrazioni locali. FIAB declina ogni responsabilità per variazioni del tracciato o imprevisti occorsi durante il viaggio.
Qualità
Ben pedalabile (100.0%)
Tipo
Pista ciclabile (87.7%)
Strada locale (9.5%)
Strada (2.7%)
Pavimentazione
Asfalto e cemento (100.0%)
Traffico
Senza traffico (87.7%)
Basso traffico (9.5%)
Alto traffico (2.7%)
Stato
In esercizio (100.0%)
DISTANZA
108.1 km
PEDALABILE
in esercizio 100.0%
DA REALIZZARE
N.D.
Avvertenze:
I percorsi indicati sono solo orientativi, verificare e rispettare la segnaletica presente in loco. FIAB non si assume alcuna responsabilità per l'utilizzo dei percorsi.