nazionale
BI12 - Ciclovia Pedemontana Alpina
Da Trieste a Colle di Cadibona
Dalla Val Rosandra presso Trieste al Colle di Cadibona, dove comincia l’Appennino collegando tutti i grandi laghi. Questa è un'avventura da vivere in ogni stagione lungo splendide ciclabili, borghi medievali di sicura suggestione e città che non smettono di sorprendere il viaggiatore. Da un mare all'altro lungo un'Italia di cui non si conosce mai abbastanza.
Una delle leggende del cicloturismo è rappresentata dalla cavalcata delle Alpi lungo tutti i passi più importanti e famosi teatro delle tappe più impegnative del Tour del France e del Giro d’Italia. Con la Pedemontana alpina proponiamo un approccio simile ma, nello spirito del cicloturismo marcato FIAB, decisamente più facile. Qui si pedala sul corridoio che percorre la pianura alta alla base di tutto l’arco alpino italiano, dalla Val Rosandra presso Trieste al Colle di Cadibona, dove comincia l’Appennino, collegando tutti i grandi laghi.
DA TRIESTE A TRENTO
Da Trieste prendiamo la ciclovia "Giordano Cottur" verso la Val Rosandra e poi seguendo per Basovizza l'itinerario del Carso FVG2/b che porta fin giù a Sistiana e poi a Monfalcone da dove risaliamo verso l'arco alpino puntando a Gorizia.
Da Gorizia siamo già sulla Pedemontana Alpina e sulla FVG3 regionale, premiata nel 2024 con il Green Road Award. Incrociamo lungo la via i borghi di Maniago, noto per la produzione delle coltellerie, Toppo inserito nei Borghi più Belli d'Italia, Gemona del Friuli borgo medioevale contaminato dalla Street Art e dall'architettura contemporanea e Cividale del Friuli, sito UNESCO per l’arte longobarda. Molte le cantine che punteggiano le colline che danno vita ai rinomati vini delle zone DOC Grave, Colli Orientali del Friuli, Isonzo e Collio. A poca distanza si trovano i borghi di Polcenigo, Poffabro, Venzone e Gradisca d'Isonzo (Borghi più Belli) che si possono raggiungere utilizzando altri percorsi ciclabili che dipartono dalla ciclovia stessa.
Da Venzone seguiamo la ciclovia Alpe Adria per andare verso Gemona, e Maniago. Qui da segnalare Aviano che presenta ben 7 ville venete tutelate e resti significativi di una fortezza del X sec. Dopo il Livenza, possiamo fermarci a Polcenigo e a Caneva, il paese della pietra ma anche di antichi vigneti come il Marzemino, Villa di Villa, con la sua villa dogale del '500, e poi Sarmede, il “paese delle fiabe”, per gli affreschi che impreziosiscono le case, il Municipio e la scuola internazionale dell’illustrazione. A San Giacomo di Veglia è celebre il monastero femminile cistercense, da qui andiamo a Conegliano, Nervesa della Battaglia, Montebelluna, Asolo, tutta la pedemontana veneta che lambisce le straordinarie Colline di Valdobbiadene e Conegliano, patrimonio Unesco, un paesaggio davvero unico da ripercorrere con calma.
Asolo è decisamente uno dei borghi più belli insieme a Bassano del Grappa, da non mancare un passaggio sul ponte degli Alpini e su Viale dei Martiri, con i suoi 31 alberi che ricordano l’eccidio di 31 partigiani nel 1944. Si prosegue poi verso la ciclabile del Brenta che ci porta fino a Borgo Valsugana. Suggestivo il passaggio su passerella a sbalzo in località Piovega di Sotto, nei pressi di Forte Tombion.
Da Borgo a Pergine l’itinerario è sempre su ciclabile, ben segnalata, solo tra Pergine e Trento vi sono delle piccole difficoltà. L'itinerario più sicuro rimane quello della “Strada dei Forti” tra Civezzano e Cologna. Da Cologna l’arrivo a Trento, nei pressi del Museo del Castello del Buonconsiglio, gode di una ripida ma affascinante discesa.
DA TRENTO A SAVONA
Pedalare in Trentino è un'esperienza magnifica, tra meleti, torrenti e laghi come quelli di Caldonazzo e Levico. Pedalare in Trentino è un'esperienza magnifica, tra meleti, torrenti e laghi come quelli di Caldonazzo e Levico. Da Trento puntiamo verso Terlago e poi Tione di Trento dove la bella ciclovia delle Dolomiti del Brenta ci porta fino al lago d’Idro e poi giù per la valle del Chiese fino a Salò se vogliamo fare una deviazione.
Da Salò entriamo in Lombardia, lago d'Iseo, fiume Oglio, Brescia, Bergamo sono solo alcune delle bellezze che ci attendono lungo vigneti e ciclabili meravigliose. Per Brescia prendiamo la Gavardina che offre panorami splendidi del Naviglio Grande e proseguiamo verso il lago d'Iseo su strerrati e asfalto pedonale. Raggiungiamo quindi Bergamo, una delle più belle città del Nord Italia, attraverso la ciclovia della cultura, Brescia-Bergamo.
Da qui per arrivare a Como ci sono un paio di ciclabili, della Brianza e dell'Adda, entrambe in sicurezza e offrono bei panorami. Da Como a Varese il percorso è facile e tutto ciclabile e porta sul fiume Ticino, un vero regalo il panorama su Sesto Calende e sulla catena del Monte Rosa. Da qui proseguiamo verso il Piemonte e la vallata della Dora Baltea, passiamo Ivrea, città Unesco per il suo patrimonio industriale, e seguiamo il tracciato smepre ai piedi delle montagne per arrivare a Rivalta di Torino, dove lo sguardo alla Dora Riparia merita una sosta.
Da qui si entra nelle più famose ciclabili del Piemonte, quella di Pinerolo e quella detta Via della Pietra, che è stata ricavata dalla vecchia ferrovia Bricherasio-Barge, passando i borghi di Piossasco, Pinerolo, Bricherasio e Revello. Entreremo poi in provincia di Cuneo, una delle più grandi d'Italia e per questo definita 'La Granda'. A Saluzzo, che ha dato i natali Silvio Pellico, si visita il centro medievale, impreziosito da una cattedrale costruita in stile tardo gotico.
Siamo ai piedi delle Alpi Cozie, passeremo lo splendido borgo medievale di Piasca, da dove parte la lunghissima salita che porta al colle dell'Agnello, un valico che ha fatto la storia del ciclismo. Dronero è un altro centro medievale che vanta un bellissimo ponte, denominato del diavolo, in quanto la leggenda dice che è stato necessario chiedere l'aiuto del diavolo per completare l'opera. A Cuneo la sosta in piazza Galimberti lascia a bocca aperta per la sua bellezza, da qui proseguiamo per Mondovì, il santuario di Vicoforte, Ceva e Sale San Giovanni, un posto naturalisticamente splendido: qui in giugno, si ammira la lavanda in fiore. Una bella discesa dal colle di Cadibona ci porta infine a Savona.
Il sito palafitticolo di Palù di Livenza, sito Unesco
Ossario del Montello, Nervesa della Battaglia
Le informazioni sui percorsi sono aggiornate periodicamente dai nostri volontari. Tuttavia la percorribilità è in costante mutamento a causa di modifiche stradali, lavori in corso, nuove realizzazioni o eventi naturali. Consigliamo di verificare sempre lo stato dei percorsi presso gli enti gestori o le amministrazioni locali. FIAB declina ogni responsabilità per variazioni del tracciato o imprevisti occorsi durante il viaggio.
Qualità
Perfettamente pedalabile (12.5%)
Ben pedalabile (65.5%)
Moderatamente pedalabile (10.7%)
Mal pedalabile (4.8%)
Non pedalabile (3.9%)
Non rilevato (0.0%)
Tipo
Strada (62.3%)
Pista ciclabile (17.8%)
Strada locale (10.6%)
Misto ciclabile e veicolare (e.g. zona 30; etc.) (4.9%)
Strade di servizio agri-forestale e delle vie d'acqua (1.4%)
Misto ciclabile e pedonale (e.g. zona pedonale) (0.4%)
Non rilevato (0.0%)
Pavimentazione
Asfalto e cemento (82.3%)
Ghiaia compatta (7.6%)
Acciottolati e lastricati (2.3%)
Naturale (4.9%)
Traffico
Senza traffico (9.5%)
Basso traffico (19.3%)
Medio traffico (27.6%)
Alto traffico (8.4%)
Stato
In esercizio (36.0%)
Da realizzare (7.5%)
Progetto (0.2%)
Da adeguare (47.5%)
Tratto di continuità (7.3%)
Da realizzare (1.6%)
DISTANZA
255 km
PEDALABILE
in esercizio 36.0%
DA REALIZZARE
1.6%
Avvertenze:
I percorsi indicati sono solo orientativi, verificare e rispettare la segnaletica presente in loco. FIAB non si assume alcuna responsabilità per l'utilizzo dei percorsi.